TerraNuovaLibri

Si può tornare a un cibo semplice, sano, non sottoposto a trattamenti industriali, cucinato in maniera adeguata per conservare e trasmetterci tutte le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno per vivere a lungo e in salute. E ad accompagnarci in questo cammino di crescita è uno splendido libro, Il cibo della gratitudine , scritto con il contributo del dottor Franco Berrino. Vivere a lungo e in salute e prevenzione delle malattie sono gli ambiti delle iniziative promosse dall’Associazione La Grande Via, editrice del libro Il cibo della gratitudine.
Guida alla cucina macromediterranea , scritto con il prezioso contributo del dottor Franco Berrino, ripubblicato in coedizione con Terra Nuova Edizioni.
Le autrici, Simonetta Barcella, Titti Gemmellaro, Elvira Lotti Matteotti, Silvia Petruzzelli e Rita Possemato, sono le chef de La Grande Via, ossia coloro che collaborano attivamente con l’associazione durante i seminari, le conferenze e i corsi.
«Il libro nasce dalla consapevolezza che si possa tornare a un cibo semplice e vero, ove gli ingredienti siano sani e non sottoposti a trattamenti industriali - spiega Silvia Petruzzelli - Ovvero, tornare a un’alimentazione in linea con quelle che sono le raccomandazioni delle grandi agenzie internazionali di ricerca che studiano la correlazione tra cibo e salute, e che ci suggeriscono di basare la nostra alimentazione quotidiana su cereali integrali, cioè non raffinati con procedure industriali, legumi, verdure non amidacee e frutta, compresa la frutta oleaginosa come mandorle, nocciole, noci o pistacchi.
Riscoprire la cucina come luogo per ritrovare sé stessi, cucinando con amore, per sé per gli altri, consapevoli che, attraverso il cibo, possiamo trasmettere non solo materia, ma anche energia, emozioni, nutrimento per la mente e l’anima; con rispetto per i doni che la natura ci offre, per il cibo che ci dà la vita e che può renderci persone migliori.
Riscoprire il sentimento di gratitudine, ringraziando ed apprezzando ogni istante della nostra vita, consapevoli che riuscendo a cogliere sempre il meglio della stessa si possa elevare il nostro spirito, avvicinandoci alla felicità.
La chiave è la consapevolezza: imparare a scegliere, in quanto le nostre scelte possono influenzare la nostra salute e quella dell’intero pianeta».
«Consapevole deriva dal latino: Cum (con) Scio (che significa Sapere, conoscere) - prosegue Silvia Petruzzelli - Consapevole è colui che sa, che conosce i propri punti di debolezza e di forza, che tenta di colmare le proprie lacune, valorizzando i propri talenti.
Consapevolezza è la forza che ci spinge a conoscere nonostante le difficoltà, la paura, le resistenze, anche sociali.
Consapevolezza è “sentire con”: una sapienza che non può essere avulsa dall'esperienza.
E’ la capacità di sentire ciò che sappiamo e sapere ciò che sentiamo. Una conoscenza profonda che ci porta ad entrare in contatto con noi stessi, a conoscere con l'anima.
Torniamo a prenderci cura di noi. A riprendere in mano la nostra vita e la nostra salute, consapevoli che la felicità può essere una scelta, che non possiamo – e non dovremmo - delegare ad altri, apprezzando ciò che ci viene offerto ogni giorno.
E questo libro ci offre l’opportunità di farlo attraverso il Cibo, offrendoci una guida alla cucina MacroMediterranea, ovvero uno strumento per conoscere e mettere in pratica gli insegnamenti della splendida fusione tra la filosofia Macrobiotica e cucina Mediterranea. Non è la solita raccolta di ricette. Eppure ci sono tante ricette: di seguito ve ne portiamo due, estrapolate dal libro».

Un "assaggio" delle gustosissime ricette del libro

MEDITANDO CON GNOCCHI DI GRANO SARACENO E ZUCCA
(ricetta di Silvia Petruzzelli)
La pasta fatta in casa è un ritorno alla tradizione. Se poi si utilizzano prodotti locali riusciamo anche ad essere sostenibili e a valorizzare l’economia del territorio. Per questi gnocchi abbiamo usato, oltre al riso, il grano saraceno toscano, macinato nel mulino casalingo e la zucca. Il grano saraceno è un cereale tipico invernale: ha eccezionali proprietà riscaldanti. Basta veramente poco e può essere anche un ottimo esercizio di meditazione in cucina.
Ingredienti
• 250 gr di polpa di zucca cotta (non calda), preferibilmente delica o mantovana
• 250 gr di farina: 50% riso integrale e 50% grano saraceno integrale. La quantità di farina dipende dal tipo di zucca scelta.
• 1 cucchiaino di sale marino integrale
• noce moscata (pizzico, opzionale)
Procedimento
L’accortezza è quella di scegliere una buona zucca, piuttosto soda e poco acquosa. Diversamente, il risultato non sarà altrettanto saporito e il rapporto con la farina cambierà. Impastate il tutto, fino ad ottenere una consistenza lavorabile. Formate, quindi, dei cilindretti e tagliateli in gnocchetti di dimensioni più o meno omogenee. Potete anche srotolarli su una forchetta.
Come condirli? Si possono servire con funghi trifolati, oppure con un nitukè (metodo di cottura che ci viene dalla Macrobiotica, che prevede di cuocere le verdure in padella con poco olio, ndr) di cavolo verza.
Oppure potete preparare una cremina miso-tahin (una parte di miso e due parti di tahin), unita a una cipolla grattugiata e un po’ di acqua (potete utilizzare l’acqua di cottura degli gnocchi).

SORGO CON SHITAKE E ORTICHE
(ricetta di Simonetta Barcella)
Ingredienti
• 2 tazze di sorgo
• 6 tazze di acqua
• 100 gr di ortica
• 100 gr di funghi shitake
• 1 cipolla
• brodo vegetale
• olio extra vergine di oliva
• sale marino integrale

Procedimento
Lavate molto bene il sorgo e mettetelo in ammollo per un paio d’ore. Portatelo ad ebollizione, abbassate la fiamma e cuocete per 40-45 minuti.
Si può usare la pentola a pressione, stessi ingredienti, medesimo procedimento, ma solo 20-25 minuti di cottura. Nel frattempo affettate i funghi e la cipolla. Mettete a cuocere la cipolla con poco olio in un tegame e proseguite finché il liquido di vegetazione non sarà evaporato completamente.
Salate. A questo punto aggiungete i funghi, fate insaporire. Versate il brodo vegetale e mescolate il tutto con cura. Scottate per un paio di minuti le ortiche tagliate a pezzetti in acqua leggermente salata, scolatele e aggiungetele ai funghi.
Fate asciugare, controllate il sale. Completate la ricetta mescolando con cura il sorgo al condimento e servite.
di Terra Nuova

Dicembre 5, 2016
Dal 2 dicembre scorso nel sito archeologico di Pompei, in provincia di Napoli, vi è un percorso per disabili di oltre tre chilometri. Fa parte del progetto “Pompei per Tutti” ed è il più grande itinerario facilitato di visita a un'area archeologica, in Italia, inaugurato in occasione dell’appena trascorsa Giornata dei disabili.
Così, gli scavi archeologici più famosi al mondo saranno dotati di un tragitto che consentirà a persone con difficoltà motorie o anche a genitori con passeggino o a chi predilige un itinerario più confortevole, di visitare l’area nella maniera più completa e agevole possibile. Il nuovo percorso – studiato da archeologi, architetti, restauratori e ingegneri – è di 3 chilometri e va dall’ingresso di Piazza Anfiteatro a Porta Marina, lungo le arterie principali della città con accesso alle domus più rappresentative. In più, sono stati previsti anche molti attraversamenti stradali, con passerelle di metallo sagomate appositamente attorno ai millenari basoli pompeiani.
Nella maggior parte della pavimentazione dei nuovi percorsi è stata anche inserita una rete di fibra di vetro per garantire resistenza ed evitare rischi al patrimonio archeologico legati all’ossidazione dei metalli. Lungo i percorsi, inoltre, sono state installate rampe di accesso agli edifici più significativi del sito completamente removibili.
Il braccialetto per i disabili È in fase di sperimentazione il Braccialetto intelligente “Con-Me” destinato alle persone con disabilità, disponibile all’ingresso di Piazza Anfiteatro.
Il braccialetto è dotato di chip assemblati (GPS, Bluetooth, Wi-FI, Bottone di SOS) capaci di inviare segnali a un piattaforma (IoC – Intelligent Operation Center di IBM) che li elabora ed esegue determinate azioni per la salvaguardia e la sicurezza dei visitatori. Il dispositivo Con-Me ingloba anche un altimetro e giroscopio, in grado di rilevare il movimento del visitatore in funzione della diversa abilità e identificare i movimenti normalmente attesi. In questo modo si dovrebbe essere in grado di identificare possibili cadute o movimenti accidentali che possono mettere in pericolo il visitatore disabile.
Durante questo periodo di sperimentazione, con il braccialetto sarà disponibile anche una audioguida sull’Anfiteatro e sulla Palestra Grande. Sono lontani i tempi in cui gli scavi di Pompei cadevano a pezzi? “Crollano piuttosto le barriere architettoniche”, ha ribadito più volte il ministro per i Beni Culturali e il Turismo Dario Franceschini. A #Pompei non sono più i muri a crollare ma le barriere architettoniche. Da oggi #pompeipertutti: 3km di itinerario archeologico accessibile pic.twitter.com/VfyknUU5qj — Dario Franceschini (@dariofrance) 2 dicembre 2016 E, in uno dei luoghi d’Italia più visitati al mondo di cui possiamo essere orgogliosi, noi ci auguriamo davvero che nessuno, ma proprio nessuno, rimanga deluso. Germana Carillo

di E. Nicoli da Aam Terra Nuova
Le calze di nylon non sono riciclabili e non sono degradabili. Quando si smagliano e non si possono più utilizzare, andrebbero buttate nei rifiuti indifferenziati. Prima però possono ancora essere impiegate in diversi modi: vediamone alcuni insieme...

Collant e minigonna sono il simbolo degli anni Sessanta. Le calze di nylon sono state inventate nel 1959 e si sono diffuse negli Stati Uniti in tutto il mondo. All’inizio erano considerati beni di lusso, tanto preziosi da venire minuziosamente rammendati prima di decretare la loro fine. Sono tuttora prevalentemente costituiti da nylon, una famiglia di polimeri sintetici inventata negli Usa nel 1935.
Le calze di nylon non sono riciclabili e non sono degradabili.

Quando si smagliano e non si possono più utilizzare, andrebbero buttate nei rifiuti indifferenziati. Prima però possono ancora essere impiegate in diversi modi.
• Meglio dei foglietti elettrostatici usa-e-getta catturano la polvere su qualunque superficie. Possono essere lavate e reimpiegate allo stesso modo più volte.


• Per chi possiede le belle scope in saggina, un piede delle calze di nylon inserito sulla parte finale serve a tenerle in forma.


• Sempre con il piede della calza si possono ottenere dei sacchetti. Si possono riempire con fiori secchi per profumare gli armadi, oppure si possono comprimere i residui di sapone solido: si chiude bene il sacchetto e lo si utilizza come fosse una saponetta.

•I collant possono essere ridotti in strisce e usati per riempire i cuscini del divano.

•Se invece li si taglia a spirale, partendo dalla parte alta e finendo sul piede si crea un filo che va legato con un nodo stretto ad altri fili ottenuti allo stesso modo: si ottiene così un gomitolo che si può lavorare all’uncinetto. Se ne possono creare tappetini, manopole per la cucina, straccetti lucida scarpe.

• La gamba tagliata ad anelli può servire nell’orto per sorreggere piante come il pomodoro. Gli stessi anelli possono essere usati come fasce per capelli.

Con creatività ci si possono inventare mille altri modi per prolungare la vita dei collant…

(da Green.me)


Oggi il mercato del fashion crea veramente di tutto per accaparrarsi più consumatori possibili e lo fa molto spesso utilizzando, come unico criterio, quello del minor costo possibile. Prendiamo ad esempio il jeans, il capo forse più presente nei nostri armadi, perché unisce gusto estetico e praticità.

I jeans di oggi riescono a raggiungere un costo al pubblico a volte ridicolo, come?
Per lo più con lo sfruttamento della mano d’opera, con cotone OGM fatto crescere con l'aiuto di pesticidi, con lavaggi e tinture che vengono effettuati senza nessun tipo di controllo, con sostanze chimiche velenose che poi scaricano ad ogni lavaggio della
nostra lavatrice, nelle nostre acque e soprattutto sulla nostra pelle.
Noi acquirenti però diventiamo sempre più sensibili all'argomento sostenibilità, e siamo proprio noi a poter indirizzare, con le nostre scelte e i nostri acquisti, il mercato verso una politica che unisca l'estetica all'etica.


Oggi vi parlo di una realtà italiana in cui mi sono imbattuta per lavoro, che si unisce al panorama sempre più in crescita della moda etica: Par.co denim In tre parole: moda sostenibile, filiera corta, rispetto dell’ambiente.


Nel 2012 nasce la società Par.co Fashion Srl, un' azienda bergamasca nata con l’obiettivo di offrire jeans disegnati e sviluppati da loro e prodotti a sud della provincia di Bergamo, nello storico distretto tessile bergamasco, in modo da abbattere i costi di produzione e garantire un costo al pubblico decisamente accessibile.

Si utilizzano solo:
- Denim italiano con fibre naturali di cotone biologico certificato GOTS, sia per quanto riguarda la materia prima che i processi produttivi come filatura, orditura, tintura e tessitura.
- Tessuti Denim cimosati giapponesi di cotone biologico.
- Altre fibre che necessitano di minore energia per la trasformazione come lino, canapa e cotoni riciclati.
- Solo tinture vegetali, eliminata qualsiasi tipo di sostanza chimica.

Per ottenere l'effetto slavato "used" vengono effettuati lavaggi e trattamenti con ghiaccio, resine vegetali e con Eco-aging: il metodo naturale e 100% biodegradabile che permette di sostituire, con un composto vegetale eco-sostenibile, le "sabbiature" pericolose per l'ambiente e per la salute.


Infatti la tecnica più utilizzata per ottenere l'effetto jeans invecchiato è quella della sabbiatura (sandblasting), eseguita attraverso getti di sabbia “sparati” con aria compressa su ogni singolo jeans. Questa tecnica produce una grande quantità di
polvere e particelle sottili di biossido di silice: l’esposizione continua e duratura dei lavoratori a queste particelle, provoca in breve tempo la silicosi, malattia che in molti casi è letale.


La tecnica della sabbiatura è vietata in Europa dal 1966, ma viene utilizzata in altri Paesi, cosiddetti in via di sviluppo (Cina, India, Bangladesh, Pakistan, Nord Africa...), privi di tutele per i lavoratori.
I benefici del cotone biologico sono molti:
- I semi sono liberi da OMG e i coltivatori possono salvare i semi del proprio raccolto per la semina successiva.
- I terreni sono coltivati in maniera non intensiva e senza pesticidi.
- Si riducono il 94% di emissioni di gas e si riduce l'impiego di acqua.


Il jeans che ne deriva ha un design accattivante, declinato nei modelli più in voga del momento, è curato nel dettaglio, grazie all'abilità di artigiani bergamaschi impegnati nel settore del Denim da 50 anni e soprattutto è affidabile, perchè libero da sostanze tossiche e residui pericolosi, con tutti i benefici per chi lo indossa e per l'ambiente.

(da Green.me)


Oggi il mercato del fashion crea veramente di tutto per accaparrarsi più consumatori possibili e lo fa molto spesso utilizzando, come unico criterio, quello del minor costo possibile. Prendiamo ad esempio il jeans, il capo forse più presente nei nostri armadi, perché unisce gusto estetico e praticità.

I jeans di oggi riescono a raggiungere un costo al pubblico a volte ridicolo, come?
Per lo più con lo sfruttamento della mano d’opera, con cotone OGM fatto crescere con l'aiuto di pesticidi, con lavaggi e tinture che vengono effettuati senza nessun tipo di controllo, con sostanze chimiche velenose che poi scaricano ad ogni lavaggio della
nostra lavatrice, nelle nostre acque e soprattutto sulla nostra pelle.
Noi acquirenti però diventiamo sempre più sensibili all'argomento sostenibilità, e siamo proprio noi a poter indirizzare, con le nostre scelte e i nostri acquisti, il mercato verso una politica che unisca l'estetica all'etica.


Oggi vi parlo di una realtà italiana in cui mi sono imbattuta per lavoro, che si unisce al panorama sempre più in crescita della moda etica: Par.co denim In tre parole: moda sostenibile, filiera corta, rispetto dell’ambiente.


Nel 2012 nasce la società Par.co Fashion Srl, un' azienda bergamasca nata con l’obiettivo di offrire jeans disegnati e sviluppati da loro e prodotti a sud della provincia di Bergamo, nello storico distretto tessile bergamasco, in modo da abbattere i costi di produzione e garantire un costo al pubblico decisamente accessibile.

Si utilizzano solo:
- Denim italiano con fibre naturali di cotone biologico certificato GOTS, sia per quanto riguarda la materia prima che i processi produttivi come filatura, orditura, tintura e tessitura.
- Tessuti Denim cimosati giapponesi di cotone biologico.
- Altre fibre che necessitano di minore energia per la trasformazione come lino, canapa e cotoni riciclati.
- Solo tinture vegetali, eliminata qualsiasi tipo di sostanza chimica.

Per ottenere l'effetto slavato "used" vengono effettuati lavaggi e trattamenti con ghiaccio, resine vegetali e con Eco-aging: il metodo naturale e 100% biodegradabile che permette di sostituire, con un composto vegetale eco-sostenibile, le "sabbiature" pericolose per l'ambiente e per la salute.


Infatti la tecnica più utilizzata per ottenere l'effetto jeans invecchiato è quella della sabbiatura (sandblasting), eseguita attraverso getti di sabbia “sparati” con aria compressa su ogni singolo jeans. Questa tecnica produce una grande quantità di
polvere e particelle sottili di biossido di silice: l’esposizione continua e duratura dei lavoratori a queste particelle, provoca in breve tempo la silicosi, malattia che in molti casi è letale.


La tecnica della sabbiatura è vietata in Europa dal 1966, ma viene utilizzata in altri Paesi, cosiddetti in via di sviluppo (Cina, India, Bangladesh, Pakistan, Nord Africa...), privi di tutele per i lavoratori.
I benefici del cotone biologico sono molti:
- I semi sono liberi da OMG e i coltivatori possono salvare i semi del proprio raccolto per la semina successiva.
- I terreni sono coltivati in maniera non intensiva e senza pesticidi.
- Si riducono il 94% di emissioni di gas e si riduce l'impiego di acqua.


Il jeans che ne deriva ha un design accattivante, declinato nei modelli più in voga del momento, è curato nel dettaglio, grazie all'abilità di artigiani bergamaschi impegnati nel settore del Denim da 50 anni e soprattutto è affidabile, perchè libero da sostanze tossiche e residui pericolosi, con tutti i benefici per chi lo indossa e per l'ambiente.

di Claudia di Pasquale


“Ogni giorno maneggiamo plastica – ha spiegato nel promo settimanale la giornalista – e ogni contenitore rilascia la sua piccolissima dose di
sostanze tossiche. Alla fine è la somma che fa il totale”.

MILENA GABANELLI IN STUDIO Per cominciare l’inchiesta sul mondo della plastica. Avvertenze per i telespettatori sensibili: la puntata potrebbe provocare effetti indesiderati, come la paranoia oppure scatenare l’irresistibile desiderio di mandarci a quel paese. Ciò detto, immagino che alla salute ci teniamo tutti e quindi le informazioni è meglio averle.


Dunque la plastica avvolge praticamente tutto e tutte le plastiche rilasciano piccolissime sostanze, dosi di sostanze tossiche. Quasi tutto è
regolamentato e quando si scopre una molecola che fa male viene sostituita da qualcos’altro. Di alcune sostanze si conosce anche la dose massima giornaliera tollerabile, quello che la norma non contempla è la somma, che a fine giornata forma il cocktail. Ma da tante cose ci si può difendere basta saperlo.

 

L'Età della plastica

(25/10/2016)
Ciao, oggi ti parlo di micotossine che nel loro significato più comune indicano sostanze chimiche tossiche prodotte dai funghi.
L’importanza di queste micotossine si riferisce alla possibilità che esse contaminino gli alimenti. Muffe del tipo asperigillus,
penicillium, fusarium ecc. possono contaminare specie i cereali e i mangimi, cioè finire nella pasta, nel pane, nei tuoi cibi quotidiani.
Leggo un articolo recentissimo di ricercatori spagnoli della Università di Las Palmas (Canarie).

Hanno studiato un tipo di cereale, il grano “Golfo” per vedere se risulta pericoloso proprio per la presenza di micotossine, quali la
fatidica aflatoxina, come potenziali sostanze cancerogene.

Il risultato della analisi di aflatoxina B1, B2, G1, G2, fumotossina B1,B2 , vomitossina (DNV) è stato quello che potete leggere
cliccando l’articolo. I cereali “Golfo” sono potenzialmente cancerogeni per la popolazione per l’alta concentrazione di
aflatoxine e favoriscono il cancro epatico. (Luzardo OP et al 2016)
Leggo poi polemiche e vere guerre di marketing di grossi gruppi commerciali che si contendono il primato della pastina per la
prima infanzia.
A parte la pasta per l'infanzia, nelle confezioni per bambini e adulti non vengono sempre esposte le concentrazioni di
micotossine e nemmeno si valuta la loro presenza o assenza.

Sarebbe meglio ovviare a questa "disattenzione"!
C’è invece chi si interessa agli inesistenti certificati di sanificazione dei mulini e dei silos ove nei cereali pullulano le
micotossine se gli stessi depositi non vengono bonificati ogni anno.
Leggo che anche da noi avvengono frequenti sequestri di semola di grano destinati alla produzione di pane, pasta e merendine per
bambini per eccessiva concentrazione di micotossine...
Le vomitossine imperversano e mai nome fu più azzeccato!

Se hai notato non ho fatto nomi, perché il mio intento non è di denunciare tizio e caio, ma semplicemente di aprire un dibattito
e di informare la gente comune.
Ora in sintesi, visto che le micotossine esistono e che producono danni gravi alla salute, dal cancro, alla intossicazione alimentare
con nausea, vomito, gastroenteriti vorrei giungere alla conclusione seguente.
Non solo le vomitossine DON o DNV che sia devono essere segnalate, ma tutte le micotossine presenti negli alimenti
devono essere evidenziate nelle confezioni!

Mi sembra lecito sapere , spero non in microscrittura cirillica se quella tagliatella o quella stellina contengono micotossine.
Quali consigli per la tua dieta posso darti? Cerca di consumare cibi solo bio e con un bio controllato. Il mais è spesso l'alimento
più ricco di micotossine. Consumo prevalentemente grano saraceno bio miglio e riso integrale il più bio che si può!
Sono talmente tante le micotossine che non pretendo una relazione chimica dettagliata. Vorrei sapere insieme alla gente comune
semplicemente un SI o un NO! Ci sono o non ci sono?
Dopo se sono masochista compero il prodotto!
Spero di non avere urtato nessuno, ma di avere stimolato l'opinione pubblica per avviare una campagna contro le
micotossine e a favore della prevenzione e della salute!
Buona vita Angelo Bona

Altitudine: superiore a 100 m sul livello del mare Varietà: Peranzana, Leccino, Pesciolina, Gentile di Larino e altre varietà autoctone
Raccolta: per brucatura
Molitura: frantoio certificato biologico
Piante: circa 2000
Abbinamenti: esalta il suo sapore con la bruschetta insalate di tutti i tipi, zuppe di verdure, legumi etc.

L'Olio extra vergine di oliva dell'azienda De Lisio, dalla bassa acidità, dal colore verdastro e dal profumo intenso, conserva il sapore di una olivicoltura sana e antica.

La raccolta è eseguita a mano con l’ausilio di pettini vibranti e di scuotitori del tronco nello stretto rispetto delle epoche di maturazione, cercando così di mantenere alto il fruttato dell’olio estratto.

Le olive appena raccolte vengono messe in cassette di plastica forate, in modo di aerare bene e molite nella stessa giornata di raccolta in frantoio certificato biologico.

Pertanto la qualità dell’olio è assicurata, oltre che dalla corretta pratica agronomica, dalla tempestività con cui vengono trasformate le olive, raccolte al giusto grado di maturazione, e dalla cura riservata allo stoccaggio
dell’olio, che viene conservato in cisterne di acciaio inox e in locali che mantengono la temperatura relativamente bassa e costante.

VIII Conferenza e Raduno Internazionale il 2 ottobre a Firenze.


Un'incontro per riflettere insieme su un futuro sempre più a misura d'uomo.

Firenze si candida a capitale della decrescita 2016. Il 2 ottobre, infatti, nella Giornata internazionale della nonviolenza e
nell’anniversario della nascita di Gandhi, il capoluogo toscano ospiterà un convegno internazionale interamente dedicato a quella
che Helena Norberg Hodge, analista economica vincitrice del Right Livelihood Award (il «Premio Nobel alternativo») e del Goi
Peace Award, definisce l’«economia della felicità».
Helena sarà protagonista di questo appuntamento, insieme a relatori del calibro di Serge Latouche e Vandana Shiva.
L’iniziativa è promossa dall’organizzazione non profit Local Futures e dall’associazione Mani Tese, con la collaborazione e il
sostegno di Terra Nuova e Gruppo Macro.

Cosa è racchiuso dentro al concetto di economia della felicità che ispirerà il convegno di ottobre?
«Già con il film omonimo, L’economia della felicità, uscito nel 2011, Helena Norberg Hodge denunciava le scomode verità sulla
globalizzazione e chiariva come il mito della crescita e del consumo si basino su una giustificazione falsa» spiega Gloria
Germani, filosofa, scrittrice, attivista ambientale e tra gli ideatori del convegno. «Quello che lei propone è un modello rovesciato
che rende possibile un mondo diverso, passaggio ormai assolutamente necessario se si vuole garantire la sopravvivenza
sul Pianeta. Proprio di questo si parlerà al convegno, dell’illusione di una crescita infinita su un Pianeta dalle risorse
finite e della via d’uscita che occorre individuare e percorrere per garantirsi un futuro. L’economia moderna, nata nel 1800 sul
modello della scienza newtoniana-cartesiana, è un’astrazione matematica che, come diceva Tiziano Terzani, ignora il valore più
importante di tutti: la vita. Credere nella globalizzazione significa credere che il modello economico-tecnocratico sia valido per ogni
cultura e sia il punto di arrivo di tutta l’umanità, ma questo è palesemente falso, perché se tutti avessero gli stessi livelli di
consumi degli americani avremmo bisogno di sei pianeti» sottolinea Germani. La presenza di Helena Norberg Hodge al
convegno di Firenze rappresenta un’opportunità pressoché unica per approfondire, con uno sguardo internazionale, i punti
fondamentali di un nuovo paradigma di benessere e sviluppo. «Il messaggio che vorremmo passasse con questo appuntamento è
quello secondo cui è ormai indispensabile prendersi cura della casa comune che è il Pianeta su cui viviamo, abbandonando la
logica del dominio e dello sfruttamento» conclude Gloria.

Le precedenti sette edizioni hanno avuto tutte un enorme successo. Sono state accolte come un antidoto contro la rabbia,
la chiusura mentale e la disperazione e sono state descritte come fonte di ispirazione e di aperture mentale.
I relatori presenti in sala per il Convegno L'Economia della Felicità
- Helena Norberg-Hodge (in foto): presidente di Local Futures, autore del libro Ancient Futures tradotto in 42 lingue e regista del
film L’Economia della Felicità- Right Livelihood award, Goi Peace Award);
- Serge Latouche: economista e filosofo francese. Professore emerito di Economia- Université Paris-Sud;
- Vandana Shiva: Right Livelihood award, fondatrice e presidente di Navdanya International;

- Rob Hopkins: fondatore del Transition Movement (video);
- Manish Jain: coordinatore di Shikshantar: The Peoples’ Institute for Rethinking Education and Development, e co-fondatore di
Swaraj University, dedicato a rigenerare la cultura, l’economia e l’ecologia locale. Autore di vari libri che riguardano l’economia
del dono, la descolarizzazione, i concetti di comunità e gli strumenti per un dialogo profondo tra culture.
- Camila Moreno: lavora con i movimenti sociali in Brasile e America Latina con riguardo all’impatto ambientale nella regione
delle biotecnologie e dell’agrobusiness. Il suo impegno e i suoi scritti recentemente si sono focalizzati sugli impatti territoriali
della politiche di sviluppo e anche sugli impatti della così detta green economy;

- Michael Shuman: direttore di ricerca e di sviluppo economico al Business Alliance for Local Living Economies, ricercatore al
Post Carbon Institute. E autore di Local Dollars, Local Sense, e guida vari gruppi di sviluppo comunitario in varie località
americane;
- Ashish Kothari: sociologo, ambientalista (India).
Relatori italiani
- Mauro Bonaiuti: economista, Associazione per la Decrescita;
- Gianni Tamino: biologo, Associazione per la Decrescita;
- Rossano Ercolini: presiente Rifiuti Zero Europe, Goldman prize 2013;
- Diego Fusaro: filosofo, Università Vita e Salute San Raffaele;
- Giuliana Mieli: filosofa, psicologa clinica, psicoterapeuta;
- Giannozzo Pucci: editore, ambientalista;
- Mauro Scardovelli: giurista, Aleph biodinamica umanista;
- Thomas Torelli: regista, autore del pluripremiato film "Un altro mondo";

- Maria Gabriella Calderano: Università di Pisa e Gandhi Foundation;
- Maurizio Pallante: Movimento Decrescita Felice;
- Chiara Cattaneo: Responsabile Progetto I Exist, Mani Tese.
Le idee di Helena Norberg Hodge
Per Helena Norberg Hodge è stato fondamentale un viaggio che fece nel 1973 nel piccolo Tibet indiano, dove si rese conto che
nelle società considerate «non sviluppate» le persone, pur senza auto e moderne comodità o tecnologie, erano incredibilmente
felici. Da lì prese il via il suo lavoro per demolire la colonizzazione dell’immaginario che induceva gli occidentali a percepire il progresso moderno come unica via per il benessere.
«Poi arrivò la fase della proposta» spiega Gloria Germani, una delle ideatrici dell’iniziativa, «con la formulazione di un’idea
secondo cui esiste una “economia della permanenza”, che affonda le sue radici nel territorio e nell’agricoltura biologica e
che ci rende più felici. Questo approccio differente, anziché negare gli affetti (come fa invece il paradigma riduzionista e
dominatore, che ci ha condotti all’insensata egemonia dell’economia e della finanza), lascia ad essi molto più spazio,
invita alla condivisione, alle relazioni e al senso di interconnessione e di unità che sono ciò di cui abbiamo veramente
bisogno. È questo che dà alle persone speranza e fiducia nel futuro».

Partecipa anche tu alla campagna di crowdfunding per contribuire alla realizzazione di questo importante evento.
Collegati al sito e con una donazione di almeno 10€ prenoti il tuo posto al convegno:

https://www.produzionidalbasso.com/project/conferenzainternazionale-economia-della-felicita-firenze/

MAGNESIO SUPREMO ® (Magnesio solubile)

Il tuo supremo antistress naturale

Quante volte vorremo sbarazzarci della sensazione di stanchezza cronica e di fatica eccessiva? Lo sai che spesso una delle cause
principali è la carenza di magnesio? L’insufficienza alimentare di magnesio, infatti, è un fenomeno molto comune, causato da scorrette
lavorazioni e cotture del cibo. Imparare a integrarlo in modo corretto, può migliorare il tono di ogni nostra giornata.

Cos’è?
È un integratore alimentare con una speciale miscela d’ingredienti che assicurano la massima biodisponibilità di magnesio. Dal 1993 lo
produciamo secondo una formula originale, con ciclo dedicato, senza OGM né contaminazione di sostanze estranee, NRV (valore nutritivo di
riferimento) e pH ottimali, per una completa assimilazione del minerale.
Una volta sciolta in acqua, questa formula dal sapore gradevole, viene convertita in magnesio citrato, una delle forme di magnesio più
facilmente e rapidamente assimilabili dal nostro organismo.

Magnesio supremo è ora disponibile anche nei due gusti Lemon e Ciliegia con i seguenti ingredienti: Magnesio Supremo®, aroma
naturale al limone o alla ciliegia, stevia.

A cosa è utile e come agisce?

Il magnesio è il minerale più importante per l’organismo, è come un orologio di precisione che regola i sofisticati meccanismi corporei. Basta
pensare che attiva oltre 300 differenti reazioni biochimiche, tutte necessarie per il corretto funzionamento del nostro corpo. Molti sono i
processi organici in cui è coinvolto quali ad esempio: il metabolismo energetico, l’equilibrio degli elettroliti, il funzionamento del sistema
nervoso, la sintesi delle proteine, le funzioni dei muscoli, la divisione cellulare.
Ma ancora non basta. Dal magnesio dipendono l’assorbimento e il metabolismo di tutti gli altri minerali più importanti (inclusi il calcio, il
potassio e il sodio) e anche di molte vitamine (vitamina C e della vitamina E, vitamine del complesso B). Il magnesio è un aiuto prezioso per le ossa e i denti e per il buon funzionamento dei nervi e dei muscoli, compreso
quello cardiaco.
Una carenza di magnesio si può manifestare con irritabilità, nervosismo o tensione, sonno agitato, stress, sindrome premestruale, fragilità ossea o carenza di calcio, stitichezza, spasmi, tremori e crampi muscolari, irrigidimento e dolori muscolari, difficoltà ad addormentarsi. Come mai le nostre riserve di magnesio sono continuamente in pericolo?

La causa va cercata nei ritmi stressanti della vita moderna e nei regimi alimentari non equilibrati.
PERCHÉ MAGNESIO SUPREMO®?:
• Formula originale. Ciclo di produzione dedicato senza contaminazione di sostanze estranee
• Selezione accurata delle materie prime. No OGM e senza glutine
• Acido citrico da fermentazione naturale
• PH e NRV (valore nutritivo di riferimento) ottimali per una completa assimilazione

Il nostro consiglio d’uso: 1-2 cucchiaini da caffè di polvere al giorno
(pari a circa 2,4 g ognuno), oppure 1-2 bustine di polvere al giorno
(pari a circa 2,4 g di polvere ognuna) da sciogliere in acqua calda, come se fosse un tè caldo o una tisana.

Raccomandiamo di aspettare che la bevanda sia diventata trasparente prima di consumarla.

prodotti pronti FAI DA TE “Dna bio “

100% vegetali, senza glutine, senza conservanti ne' addensanti.

Qualche esempio?

Piadina Dna Bio

Ingredienti pronti: farina di riso, farina di quinoa, farina di grano saraceno, fecola di patate, farina di canapa, sale rosa dell'Himalaya, bicarbonato di sodio.
Procedimento: Versare il contenuto della busta Dna in una ciotola, aggiungere 140 ml d'acqua o latte vegetale, 50 ml di olio e.vo. Impastare
con le mani per 3 minuti. Formare delle palline e stendere le piadine con il matterello.


Cuocere le piadine in padella o al forno.

Formaggio vegetale riso anacardi noci Dna Bio

Ingredienti pronti: riso, noci ,semi di girasole ,anacardi ,lievito in fiocchi, sale rosa himalaya.
Procedimento: Versare il contenuto del sacchetto Dna in una ciotola, aggiungere 120 ml d'acqua e 2o ml di olio e.vo., impastare con una forchetta per 1 min. Disporre nella vaschetta. Pronto!

Crema al cioccolato senza cottura

Ingredienti pronti: riso, gocce di cioccolato, zucchero di canna, cacao, sale rosa Himalaya.
Procedimento: Versare 190 ml di latte vegetale tiepido in un frullatore. Versare il contenuto del sacchetto nella scatola Dna ,frullare per 1
minuto. Pronta!

Vieni a scoprirli in Emporio!

(e se in cassa dirai che hai letto la newsletter avrai uno sconto prova del 10%....promozione valida fino all'8 ottobre)

Ogni 15 minuti, un elefante viene massacrato brutalmente per le sue zanne. Di questo passo, tra pochi anni questi animali saranno spariti dalla faccia della Terra. Tutto il mondo sta andando verso uno storico divieto globale e permanente sul commercio d’avorio, ma la Commissione Europea si è appena dichiarata contraria. Quella degli elefanti è una crisi terribile: in alcune zone, queste creature magnifiche e intelligenti escono solo di notte perché sono terrorizzate dall’uomo, e i cuccioli di elefanti non vogliono abbandonare i cadaveri massacrati delle loro madri. Ora sono addirittura 29 i paesi africani che hanno dichiarato che se l’Europa manterrà questa posizione, firmerà la condanna a morte per gli elefanti. E hanno bisogno del nostro aiuto.

Tra pochi giorni ci sarà un vertice globale che potrebbe essere quello in cui finalmente si approva il divieto definitivo al commercio d’avorio per cui lottiamo da anni! E sembra che paesi influenti come Francia e Germania si potrebbero ribellare alla posizione della Commissione Europea. I governi africani consegneranno il nostro appello a riunioni fondamentali con i maggiori paesi europei, inclusa l'Italia, per il divieto. Firma ora per salvare i nostri elefanti e condividi con tutti.
Firma la petizione

Fermate il massacro degli elefanti!

Questo mese bio-cassetta di 3 kg di verdure a km0 e pagnotta bio semintegrale a lievito madre tutto a 7.50 euro.

Solo su prenotazione.

Prenotare entro le 13:00 del Mercoledì

085/4311217

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Il ritiro in Emporio è previsto da Giovedì dopo le 18:00 oppure il Venerdì

 

Consegna Verdure di Brioli e Pane di Mauro Zappacosta Lunedi 31
CONSIGLIAMO LA PRENOTAZIONE

Lunedì 19 settembre (ore 21) Oden Firenze e Terra Nuova Edizioni presentano l’evento speciale

“Serata con Julia Butterfly Hill – La ragazza della sequoia: il Pianeta lo cambiamo noi”

Julia Hill aveva 23 anni il 10 dicembre 1997, quando salì su una sequoia millenaria nella foresta di Headwaters in California, dichiarando che non ne sarebbe scesa fino a quando la compagnia che aveva deciso il suo abbattimento non avesse modificato la sua decisione. Una vasta area era già stata quasi totalmente disboscata e una parte della montagna era franata sulla cittadina di Stafford. Julia ha trascorso 738 giorni su una piccola e traballante piattaforma a 60 metri dal suolo; è scesa il 18 dicembre 1999, dopo avere ottenuto ciò per cui aveva lottato. Un’impresa divenuta simbolo del movimento ambientalista mondiale. Da allora non ha mai smesso di combattere per la tutela dell’ambiente e per i diritti dei più deboli. Il suo motto è you make the difference, tu fai la differenza. Lei l’ha fatta. Ma la possiamo fare anche tutti noi, ogni giorno della nostra vita, scegliendo come agire e in difesa di chi. «Mettetevi in gioco» dice Julia. «Credete nei vostri sogni e nel vostro potere di cambiare il mondo. Non permettete che la paura vi fermi, confidate nel vostro intuito. Siate tanto grandi quanto riuscite ad esserlo, ma rimanete al contempo umili». Così lei ha agito e vissuto, continuando a sostenere le cause ambientaliste, le azioni per la tutela delle foreste, i movimenti per la difesa dei diritti delle donne e dei popoli nativi, le comunità di comunione spirituale dove fortissimi sono il senso di appartenenza a Madre Terra e il rispetto per tutte le creature viventi. Julia sarà all’Odeon il 19 settembre per incontrare tutti coloro che sono pronti a mobilitarsi per “fare la differenza”.

Biglietto: euro 8 (ridotto euro 6 per gli abbonati a Terra Nuova – basterà presentarsi alla cassa con una copia della rivista)